Facce de Zena 

Anche i Vvf salutano due colleghi che vanno in pensione: Agostino e Gaggero

Ogni fine mese sono molte, in tutti i corpi, le persone che raggiungono la meritata pensione. Nei Vigili del fuoco, a fine gennaio, è toccato a uno specialista nautico e a un aerosoccorritore e geolocalizzatore

«La periodica scadenza mensile ci porta al saluto a colleghi che lasciano il servizio operativo per raggiungere il traguardo della pensione – scrivono i Vvf genovesi sulla loro pagina Facebook -. Iniziamo da Maurizio Agostino. Maurizio entra nel CNVVF a fine 1991. Nel 1997 segue un corso per specialista come nautico di macchina e svolge il suo servizio presso la sede portuale di Calata Gadda. È una mente vivace, caustico il giusto. “Geniale”, arrivano a dire alcuni sui colleghi, con grandi capacità di apprendimento, di comprensione dei meccanismi, meccanici ma non solo. Ed è una grande risorsa per tutto il servizio portuale. E in più, quello che è certo che Maurizio il mare lo vive visceralmente. Sulla superficie del mare si trova totalmente a suo agio e si è visto».


«Federico Gaggero entra nei Vigili del fuoco già in età matura, per gli standard ideali. Ma non arriva già “stanco”. Certo, fa quella gavetta da ultimo arrivato che tocca un po’ a tutti – proseguono al Comando Vvf di Genova -. Ma il ragazzo ha talento. O meglio, ha soprattutto UN talento che è quello dell’amore per la montagna e da questo discendono due passioni: la volontà di partecipare al corso di aerosoccorritore nel 2005 e restarlo sino al 2021 e la topografia. Cioè la rappresentazione cartografica del territorio e, insieme a valenti colleghi con uguale tarlo, si rendono conto di quanto sia utile rappresentare sulla carta il proprio lavoro. Geolocalizzare, si direbbe oggi. E in questa seconda Federico si distingue e contribuisce a una significativa crescita operativa per tutto il Corpo Nazionale».

«Se cerchi una persona che si è persa in una zona impervia, e non avete idea quante siano, vedere l’area di copertura della cella telefonica, ad esempio, ti dà informazioni preziose per delimitare un settore – dicono, ancora, i Vvf -. Se tutte le persone che partecipano alla ricerca sono dotate di un GPS, a fine giornata sai dove sono passate ma, soprattutto, sai dove NON sono passate e puoi avere certezza che l’area è stata battuta tutta e che il ritrovamento, prima o poi, arriva. E di questa modalità, indubbiamente agli albori, nel 2006 viene presentato un progetto di formazione a Roma e nasce la TAS – Topografia Applicata al Soccorso, oggi usata in molteplici situazioni operative, ad esempio anche nel crollo di Ponte Morandi, quando in combinata con i SAPR (droni), ha consentito, a favore dell’attività della magistratura, la geolocalizzazione di tutte le strutture coinvolte e la loro “cristallizzazione” nell’immediatezza del post crollo e nelle successive variazioni dell’area. Per Federico, per questa specifica competenza, non sono mancate le missioni internazionali in esercitazioni in Tunisia e Spagna. Federico, di cui va comunque rimarcata l’enorme bontà di carattere, è una di quelle persone che, domani, uscirà lavorativamente da questo comando ma, girandosi indietro, potrà essere orgoglioso di avere seminato e che la sua semina ha dato buoni frutti. E forse è il modo migliore per chiudere una soddisfacente carriera. A entrambi i colleghi i migliori auguri di una vita che sappiamo non sarà da umarell».

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